COSA VEDERE
Murales
L'idea è stata del pittore milanese Nani Razzetti, diamantese di adozione, nell'estate del 1981 ottantatre pittori, anche stranieri, iniziarono a dipingere i muri del centro storico di Diamante, trasformandoli in delle grandi tele. Molto suggestivo risulterà, al suo compimento, il Murales a mosaico, dei coniugi Michele ed Angiolina Sposito di Ferrara, sito in via Alfieri, sulla parete esterna della Chiesa Madre, che racconta l'antica storia della Calabria dal ritrovamento del graffito del "Toro di Papasidero" fino all'odierna civiltà di contadini e pescatori. Dal 24 al 29 ottobre 1999 gli artisti vi hanno installato un successivo pezzo con l'immagine dell'Immacolata. Altri murales si sono aggiunti negli anni, anche nella frazione di Cirella.
Lungomare vecchio
Da molti è definito il "salotto di Diamante"; i lavori ebbero inizio nel 1965 in quanto l'afflusso turistico aumentava di anno in anno ed il tratto di strada adibito a passeggio e luogo d'incontro, si rivelò insufficiente. Affacciandosi dalla ringhiera durante le notti con la luna piena si possono osservare le barche munite di lampare mentre di giorno si può ammirare tutta la costa come trovandosi su una nave.
Ruderi di Cirella
L'antica "Cerillae" è ricca di storia e di rilevanti testimonianze architettoniche. Arroccata su un piccolo promontorio, è formata dai ruderi dell'abitato e di altre importanti costruzioni. Passeggiare per le sue stradine è come fare un salto nel passato. Si possono ammirare ancora i resti del castello costruito dal principe Carrafa nel XVIII secolo, del convento di San Francesco di Paola risalente al XVI secolo e i ruderi della chiesa di San Nicola Magno, al cui interno si notano ancora tracce di affreschi.
Isola di Cirella
Di fronte l'antica "Cerillae" si trova la piccola isola di Cirella, affioramento di roccia calcarea che rappresenta un vero e proprio gioiello ambientale e naturalistico. Alla sommità, i ruderi di una torre costiera d'avvistamento contro le incursioni piratesche, circondato da un boschetto di euforbia arborea. Il perimetro dell'isola è caratterizzata da grotte, anfratti, piccole insenature e scogliere sommerse che fanno la felicità degli amanti del mare. Lo specchio di mare intorno all'isola nasconde ancora reperti archeologici di epoca greco-romana. I fondali dal lato est sono ricchi di Posidonia oceanica come esemplari di Pinna nobilis, il più grande bivalve del Mediterraneo.
Mausoleo
Ben visibile dalla SS 18 all'altezza dell'ingresso sud per Cirella, è un monumento funerario di epoca imperiale, databile tra la fine del I ed il III secolo d.C. Si colloca in un'area cimiteriale scoperta nel 1960 in occasione della costruzione della strada statale, allorché vennero alla luce ben 39 tombe di epoca imperiale, di cui 37 a cassa e due alla cappuccina. Si tratta di uno dei monumenti più importanti nel panorama dell'architettura funeraria di epoca romana ancora presente in Calabria.
Parco Enzo La Valva
Conosciuto come Parco del Corvino si snoda in una singolare oasi naturale a pochissimi passi dal centro storico di Diamante, nell'ultimo tratto della valle in cui scorre il fiume Corvino, grosso torrente che nasce dalla Montea. Un paesaggio mutevole e sorprendente cambia la sua vista dal mare al tratto montano. Immersi nel verde dei 35.000 metri quadrati del Parco, aree picnic, aree gioco e numerosi e sentieri.
Chiesa dell'Immacolata Concezione
Fu edificata nel XVII secolo per volere del principe Tiberio Carafa, religioso e molto devoto della Madonna. Il progetto fu eseguito nello stile Barocco dell'epoca, contemplando l'inclusione nel lato destro della cappella delle Anime del Purgatorio, fornendo un facile punto d'appoggio per l'elevazione del campanile. Ad opera ultimata le famiglie patrizie di Diamante donarono artistiche statue lignee fra le quali il Crocifisso, San Giovanni Evangelista e l'Addolorata; il principe Tiberio Carafa fece suo l'onore di donare la monumentale statua dell'Immacolata Concezione. Ha subito vari rifacimenti negli anni, alla fine del XVIII secolo è stata ampliata con l'attuale abside; l'ultimo restauro è datato 1985.
Chiesa di San Giuseppe
Nata come cappella di famiglia è stata restaurata negli anni '50 ed arricchita dalla presenza delle statue di San Giuseppe e di Santa Rita; a metà degli anni sessanta è stata impreziosita con due capolavori dal pittore siciliano Luigi Maniscalco: "La fuga in Egitto", sul soffitto, ed "il Beato Transito di San Giuseppe, fra Gesù e Maria", nell'interno della cupola. Restaurati di recente la pavimentazione e l'altare.
Chiesa di San Biagio
Nata come cappella votiva, all'inizio del 1800, in pochi anni è diventata una graziosa chiesetta. All'interno sono conservati la statua lignea di San Biagio e, vicino al fonte battesimale, un dipinto forse del 1700, raffiguarnte la Vergine col Bambino fra due Santi. Si trovano anche le statue di San Carlo Borromeo e del Sacro Cuore di Gesù.
Chiesa Gesù Buon Pastore Chiesa Gesù Buon Pastore
Realizzata a metà degli anni '80 perchè la Chiesa di San Biagio non riusciva più a contenere il numero sempre più crescente di fedeli. Al suo interno conserva pitture dell' artista Nani Razzetti raffiguranti "Stazioni della Via Crucis" e, sulla pala dell'altare maggiore, "L'Ultima Cena".
Chiesa della Madonna dei Fiori
I Cirellesi molto devoti della Beata Vergine, costruirono nel 1634 l'omonima chiesetta a tre navate. All'nterno è possibile visitare il busto ligneo del 1500 della Madonna dei Fiori ed un frammento di una scultura del XIII° secolo riproducente un capitello corinzio, usato come porta-cero pasquale, di chiara ispirazione bizantina.
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